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(da "Il Libro della Provincia")


FORMAZIONE INIZIALE


Responsabili

Il superiore provinciale con il suo consiglio è il primo responsabile della FI.

La FI è affidata ad alcune comunità della PI nelle quali dei confratelli hanno il compito specifico di padre maestro.


Situazione

Due sono le comunità che consideriamo in modo specifico “comunità per la formazione iniziale”: in Italia la comunità di San Leonardo Murialdo in Roma e quella di Roman, in Romania.

Per ora solo Roman è formalmente sede di noviziato e del post-noviziato.

In Romania il periodo prima del noviziato può essere vissuto nella comunità di Popesti; in Italia a Roma nella comunità di San Leonardo Murialdo o in altre comunità della Provincia Italiana; la decisione va maturata in dialogo tra il giovane interessato, la comunità che lo può accogliere e il superiore provinciale.

In Romania, inoltre, alcuni giovani delle scuole superiori sono seguiti nei rispettivi paesi e altri nel seminario francescano di Roman.


Prospettive

I giovani della Romania realizzano le prime tappe (postulato, noviziato, filosofia) della loro formazione nella propria nazione; il periodo del tirocinio può essere svolto in qualsiasi comunità della PI; la teologia, per ora, a Viterbo, presso l’Istituto “San Pietro”.

In Italia, sarà il superiore provinciale ad indicare le modalità di realizzazione del cammino formativo ai giovani che il Signore ci invierà.


Organismo della FI

1) Esso fa parte dell’”area formazione”

Vi partecipano: il superiore provinciale, gli incaricati della formazione, un rappresentante dei confratelli in Albania, altri due confratelli cooptati dal superiore provinciale.

2) Compiti:

- realizzare quanto indicato dal Cg XXI e dal capitolo della PI
- monitorare il cammino della FI nelle sedi della PI
- offrire indicazioni per cammini personalizzati
- organizzare iniziative sul versante della internazionalità e della interculturalità
- prevedere scambio di insegnanti e di formatori tra Italia e Romania
- individuare altri confratelli da preparare in vista della FI
- partecipare ad iniziative di congregazione
- mantenere contatti con le altre sedi similari nelle province della congregazione
- organizzare momenti di formazione dei formatori
- suggerire degli aggiornamenti al documento “Linee di Formazione Giuseppina”
- offrire criteri per la valutazione
- pensare ad un progetto per la formazione iniziale nella PI
- partecipare ad iniziative della CISM, CEI, ecc.

3) Incontri: si prevedono due incontri annuali ed altri secondo la opportunità.



ANIMAZIONE VOCAZIONALE


Responsabili

Il Superiore provinciale con il suo consiglio è il primo responsabile della Animazione Vocazionale.

Altri confratelli incaricati dal consiglio provinciale.


Situazione

In Italia abbiamo due confratelli che in collegamento con la Pastorale Giuseppina curano l’animazione vocazionale in senso specifico per la vita consacrata e religiosa giuseppina; in Romania abbiamo un confratello incaricato.

La comunità di San Leonardo Murialdo in Roma è sede della AV e della “comunità a raggio”.


Prospettive

Fare dell’animazione vocazionale una risorsa per singoli confratelli e comunità nella prospettiva della fedeltà e della testimonianza da condividere e da offrire.


Organismo della AV

1) Esso fa parte dell’”area formazione”

Vi partecipano: il superiore provinciale, gli incaricati della AV, un rappresentante dei confratelli in Albania, altri due confratelli cooptati dal superiore provinciale.

2) Compiti:

- realizzare quanto indicato dal CG XXI e dal capitolo della PI
- proporre e realizzare forme di AV a servizio dei singoli confratelli e delle comunità
- realizzare la “comunità a raggio”
- organizzare la settimana vocazionale annuale
- preparare incontri di preghiera, materiale di diversa natura per l’AV
- preparare, organizzare e monitorare l’anno di AV previsto per il 2008-2009
- gestire il monastero invisibile
- collaborare con la Pastorale Giuseppina
- fare un progetto di AV per l’Italia, la Romania, l’Albania, nel rispetto della cultura propria di ogni nazione
- progettare forme di comunità composte da confratelli e giovani in discernimento vocazionale
- offrire indicazioni per l’accompagnamento e il discernimento vocazionale
- partecipare ad iniziative della CISM, CEI, ecc.



3) Incontri: si prevedono due incontri annuali ed altri secondo la opportunità.



FORMAZIONE PERMANENTE


Responsabili

Il superiore provinciale con il suo consiglio è il primo responsabile della FP.


Situazione

Sono diverse le iniziative che nella PI si realizzano per la formazione permanente dei confratelli.


Prospettive

Pensare e realizzare un piano organico della FP in provincia.


Organismo della FP

1) Esso fa parte dell’”area formazione”

Vi partecipano: il superiore provinciale, altri cinque confratelli cooptati dal superiore provinciale.

2) Compiti:

- realizzare quanto indicato dal CG XXI e dal capitolo della PI
- pensare ed attuare un progetto di FP per la PI
- offrire indicazioni e mezzi per la FP nelle comunità
- offrire indicazioni per il progetto comunitario e per il progetto personale in funzione di FP
- collegarsi con iniziative di FP di altre province (mese murialdino) e a livello di congregazione (anno di FP)
- offrire indicazioni al consiglio provinciale per realizzare in termini di FP i vari incontri che avvengono a livello di PI
- organizzare ogni anno una offerta di FP aperta a tutti i confratelli
- completare, rivedere quando detto sulla FP nel documento “Linee di Formazione Giuseppina”
- cogliere dai documenti e dalle scelte ecclesiali a livello universale e nazionale, indicazioni per la FP in provincia
- partecipare ad iniziative della CISM, CEI, ecc.


3) Incontri: si prevedono due incontri annuali ed altri secondo la opportunità.

 
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