Il nostro Progetto
Siamo ben consapevoli che non è l'organizzazione o le varie normative quelle che convertono i nostri cuori, ma il nostro personale e comunitario incontro con il Cristo. Fare la quotidiana esperienza di essere inseguiti dall'amore tenero e misericordioso di Dio, che vuole stringerci tra le sue braccia, fa esplodere il nostro cuore di gioia, ci spinge a vivere da innamorati, ci dona la forza di decidere ogni giorno di amare Dio e i fratelli. Qui sta il nostro sogno, qui il senso della nostra vita.
La Vita Consacrata vive nel nostro contesto sociale una crisi permanente, con possibilità di purificazione e di crescita e con rischi di decadenza e di deterioramento della situazione. Va da sé che in quanto consacrati, appunto, ci rifiutiamo di accettare la situazione decadente. Vogliamo superarla. Non possiamo lasciarci andare a un pigro pragmatismo, senza sogni, senza un progetto, senza desiderio di creare nuovi modelli di vita comunitaria e apostolica. Una persona, una società che non sogna più e che non sa più orientarsi alla luce delle utopie, ha scelto la via della sua decadenza e... della sua scomparsa. Senza utopia non si alimenta la speranza; senza speranza non vi sono più ragioni per cui vivere...
D'altro canto siamo in buona compagnia: la prima utopia è stata quella di Dio: "Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli". Se non è utopia questa!
Ricordiamo questa pagina del card. Suenens:
"Perché lei è un uomo di speranza?
Perché credo che Dio è nuovo ogni mattina, che crea il mondo in questo preciso istante, e non in un passato nebuloso, dimenticato.
Ciò mi obbliga ad essere pronto ogni istante all'incontro. Poiché l'inatteso è la regola della Provvidenza.
Questo Dio "inatteso " ci salva e ci libera da ogni determinismo e sventa i foschi pronostici dei sociologi.
Questo Dio inatteso è un Dio che ama si suoi figli, gli uomini. E'questa la sorgente della mia speranza.
Sono un uomo di speranza non per ragioni umane o per ottimismo naturale, ma semplicemente perché credo che lo Spirito Santo è all'opera nella Chiesa e nel mondo, che questi lo sappia o no.
Sono un uomo di speranza perché credo che lo Spirito Santo è sempre lo Spirito Creatore, che dà ogni mattina, a chi lo accoglie, una libertà nuova e una provvista di gioia e di fiducia.
Sono un uomo di speranza perché so che la storia della Chiesa è una lunga storia, tutta piena delle meraviglie della Spirito Santo.
Pensate ai profeti e ai santi, che in ore cruciali sono stati strumenti prodigiosi di grazie e hanno proiettato sulla via un fascio luminoso.
Credo alle sorprese dello Spirito Santo.
Sperare è un dovere, non un lusso. Sperare è il mezzo per trasformare il sogno in realtà.
Felici coloro che osano sognare e che sono disposti a pagare il prezzo più alto perché il sogno prenda corpo nella vita degli uomini '.
(da: Congregazione di san Giuseppe - Provincia Italiana, II libro della Provincia, Presentazione)