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Circolare del padre provinciale

 

Lettera circolare del Superiore provinciale
Provincia Italiana dei Giuseppini del Murialdo



 



Lettera circolare n. 1/2012


Roma, 1 settembre 2012


“Ti benedica il Signore e ti proteggaIl Signore faccia brillare il suo volto su di te e ti sia propizio. Il Signore rivolga su di te il suo volto e ti conceda pace” (Dal Libro dei Numeri)


Carissimi confratelli e laici,

cercavo nel cuore e nei ricordi un saluto non formale e non banale, con il quale iniziare questa mia prima lettera indirizzata a voi e ai vostri collaboratori laici più vicini e mi sono venute incontro queste parole della liturgia del primo giorno dell’anno, che esprimono bene il sentimento che in questi giorni sta nel mio cuore nei confronti di tutti voi e che ci possono accompagnare in questo tempo di ripresa, di programmazione, di avvio delle attività.

Siamo tutti come un po’ al primo giorno di un nuovo anno. Per me è quasi essere al primo giorno di scuola. All’orizzonte del cuore ci sono tanti pensieri di fiducia, speranza, impegno, ma non mancano difficoltà, incertezze, smarrimenti. Sapere che su tutto questo ci sta la benedizione del Signore, con il suo rasserenante sguardo di amore e di pace è più che una consolazione.

Stare nella benedizione del Signore significa sentirsi amati e accorgerci che tutto ha un senso. Significa che la vita e le cose possono essere colte nella loro sconvolgente bellezza quotidiana perché tutto è posto sotto lo sguardo di un Dio benedicente che si riversa su di noi e non gira il suo sguardo da un’altra parte.Queste parole ci dicono che anche questo tempo di ripresa di attività e di nuovo inizio sono sotto il segno della benedizione del Signore. Non c’è solo il tempo che passa e inesorabilmente ci supera. Non c’è solo lo scorrere dei giorni. Dentro questo tempo ci sta il volto benedicente del Signore, la sua grazia, la sua benevolenza, il suo infinito e tenero amore.Con questa benedizione del Signore diventiamo, a nostra volta, persone capaci di benedizione. Per la vita, per i giorni, per gli altri, per i ragazzi, per le persone e le cose.

Ci vuole anche un po’ di coraggio a dire questo a fronte di tanti problemi, difficoltà, preoccupazioni, crisi, tensioni in cui ci troviamo. D’istinto viene un moto di rifiuto e di sconcerto, perché la cosa più evidente non è la benedizione, ma la fatica, il disappunto, la povertà, la debolezza, la paura. Ma proprio su questo orizzonte molto umano e molto vero, brilla la benedizione del Signore e si fa strada per noi la capacità di essere benedizione per gli altri.

E’ l’augurio che faccio a me e a ciascuno di voi: perché benedetti dal Signore, diventiamo capaci di essere benedizione per gli altri con le parole e con i gesti di una generosa e fiduciosa benevolenza reciproca che rallegri la nostra vita e la renda più fraterna e più bella. Nessuno di noi è impedito di fare qualcosa in questo senso. Facciamolo con la gratuità e il disinteresse con cui Dio fa brillare il suo volto su di noi e ci benedice.

Un abbraccio affettuoso a tutti.

d. Lorenzo Sibona
padre provinciale



Allegato



Il perché di una scelta

Ai confratelli della Provincia Italiana
Ai CdO delle Opere


Roma, 25 agosto 2012


Carissimi,

voglio accompagnare il primo notiziario di Provincia con questa mia lettera personale, ritenendola quantomeno opportuna a delineare il senso di alcune scelte mie e del consiglio provinciale e che possono legittimamente suscitare curiosità e perplessità. Faccio questo non per giustificare le ragioni delle scelte, che ritengo sostenute in consiglio provinciale da adeguato discernimento, ma per un doveroso atto di comunicazione e di trasparenza volto a fornire - a chi li vuole assumere - i criteri di conoscenza e di giudizio.

Evidenzio tre scelte sulle quali ritengo opportuno soffermarmi nel senso sopraindicato.


Il consiglio provinciale e la sua organizzazione

Non parlo dei nomi, che conoscete, né degli incarichi e competenze attribuite ai singoli consiglieri, perché questo è oggetto ancora di verifica al nostro interno e sarà esplicitato con chiarezza nella prossima riunione dei direttori. Parlo del fatto che né il Vicario né l’Economo provinciale risiederanno da subito e in modo stabile a Roma nella sede provinciale. Si tratta di una “necessità” che deriva da una situazione per la quale non si può fare, al momento, diversamente. Dentro ci possiamo leggere di tutto: povertà di risorse, necessità di non interrompere esperienze e processi in atto, prudenza prima di assumere decisioni definitive. Ne abbiamo parlato all’interno del consiglio e ci siamo detti che anche per noi tutto questo costituisce sfida a pensarci, a organizzarci e a lavorare con una flessibilità che recuperi i limiti di questa situazione. Dal Capitolo 1^ fase abbiamo le indicazioni di un percorso a cui dobbiamo ispirarci nel governo della Provincia. Dal capitolo 2^ fase verranno proposte più puntuali e determinate. Durante questo primo anno di attività saremo attenti alle opportune verifiche e cercheremo di attivare le iniziative che individueremo come le più idonee per un servizio di animazione e di governo alla Provincia il più possibile attento ed efficace. Per ora ci muoviamo in questa situazione che, se volete, rimanda anche alla nostra povertà di risorse umane, e che assomiglia da vicino alla povertà in cui si muovono e lavorano tanti confratelli nelle nostre Opere. Chi sa che anche questo non possa diventare elemento di comunione e di solidarietà reciproca. Far diventare risorse i nostri limiti è uno slogan che assume oggi molta concretezza e che interpella anche il consiglio provinciale.


Il rafforzamento della sede di formazione e la modifica del curriculum dell’iter formativo

Siamo andati a questa scelta nella consapevolezza di interpretare l’orientamento del capitolo 1^ fase, l’apporto del Capitolo generale XXII, il desiderio espresso di tanti nostri confratelli. La sede di formazione di Roma Via Pincherle sarà eretta in comunità autonoma e distinta dalla comunità di Roma Sud. Ad essa viene destinato P. Giuseppe d’Oria che fa parte quindi della equipe formativa, assieme a P. Cesare Cotemme e (nelle forme opportune) ad alcuni laici che si individueranno. Questa comunità di formazione collaborerà con il consiglio provinciale per l’animazione vocazionale in Provincia. In merito al curriculum formativo dei giovani professi, abbiamo deciso di procrastinare l’esperienza del “tirocinio” e di non interrompere il ciclo di studi filosofici e teologici. Pertanto i nostri giovani in formazione della sede di formazione completeranno gli studi filosofici e teologici presso le Università Romane dove li hanno già iniziati. Sarà compito della sede di formazione e del consiglio provinciale costruire momenti e percorsi di collegamento e di collaborazione con l’Istituto teologico S. Pietro di Viterbo, nel segno dell’unità e della comunione. Al raduno dei Direttori e ancor più al Capitolo avremo modo di ragionare più a fondo su questa scelta, che mi premeva però annunciavi con un minimo di indicazione di senso e di valore.


Il “congelamento” dei direttori con la loro nomina “ad tempus” (per un anno)

Ho già sentito su questo piacevoli battute di spirito, che accetto come modalità di essermi vicino e di condividere con me la decisione. Ringrazio anzitutto la disponibilità che tutti i direttori in questione mi hanno dato e che considero un capitale prezioso e un esempio per tutti. Venendo al merito e al senso, riporto qui le stesse motivazioni maturate in consiglio e trasmesse al Superiore generale con il suo consiglio con la richiesta di nomina:

  • da parte del provinciale, la mancanza di elementi di conoscenza personale delle singole situazioni e la mancanza di tempo per ragionare in un quadro di insieme, che presenta ad oggi poche possibilità di manovra;
  • la necessità di operare scelte il più possibile finalizzate e orientate agli indirizzi di programmazione che verranno dal capitolo provinciale 2^ fase. Nominare in via ordinaria oggi direttori senza questa indicazione avrebbe poco senso;
  • nel 2013, tra quelli in scadenza per il rinnovo “ad tempus” e quelli per termine naturale di triennio o sessennio, avremo 30 direttori in scadenza: si potrà pertanto ragionare con maggiore libertà e qualche possibilità in più;
  • con questa scelta si fa in modo che le scadenze dei direttori non coincidano più in futuro con le scadenze del consiglio provinciale;
  • la disponibilità dei direttori alla nomina “ad annum” può essere colta come segno di una disponibilità più ampia che il Provinciale può chiedere anche agli altri direttori e confratelli.

Mi rendo conto che la scelta può essere letta anche come incertezza o indecisione del Provinciale. Non posso sottrarmi a questo giudizio, ma voglio dirvi con grande sincerità che mi sono lasciato guidare solo dai criteri che ho cercato qui di esprimere succintamente.

L’incompletezza e l’insufficienza di questa comunicazione saranno recuperate nella riunione dei Direttori, dove ci sarà il tempo anche di un primo confronto. Per ora mi limito a questo scritto di accompagnamento al notiziario, nella certezza che ciascuno di voi ne comprenderà il senso e il valore.

Vi saluto tutti fraternamente

d. Lorenzo Sibona
padre provinciale


Per scaricare questa Circolare in formato .pdf, clicca qui

 


 




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