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Lettera circolare n.73 - 1 giugno 2012


GIUSEPPINI DEL MURIALDO
 
PROVINCIA ITALIANA SANTA FAMIGLIA DI NAZARETH

LETTERA AI CONFRATELLI

Lc 73/12
Roma1 giugno 2012

 

Quello che conta

San Leonardo Murialdo in una conferenza di chiusura degli esercizi spirituali nel 1887 ad un gruppo di confratelli affermava: Abbiamo intrapeso la grande opera della nostra santificazione. Abbiamo incominciato e messo le basi prendendo la decisione di farci santi. Ora bisogna attuale questa decisione, mantenere questa promessa: questo e’ il lavoro, questa e’ la fatica. Ci riusciremo? Si’, se valorizzeremo i mezzi. Qualie quanti? Uno solo che li racchiude tutti o dal quale infallibilmente derivano tutti. Quale e’ questo mezzo? E’ la pratica di quella devozione tanto gloriosa e tanto cara a Dio, tanto cara a Gesu’ Cristo, tanto vantaggioisa alle anime e ancor piu’ propria dei sacerdoti quale e’ la devozione al Sacro Cuore di Gesu’. Si’, cari confratelli e figli in Gesu’ Cristo, vogliamo farci veramente santi, subito santi, grandi santi? Facciamoci devoti del Cuore di Gesu’,…

Detto in questi tempi questo testo puo’ suonare almeno provocatorio, sia perche’ di questa devozione si parla poco o nulla, sia perche’ alle soglie del capitolo e delle scadenze ci troviamo a parlare e a pronosticare piu’ facilmente di altro.

Tuttavia mi pare che qualcosa ancora ci dica: cosa poniamo al centro delle nostre attenzioni, delle nostre attese, delle nostre speranze, personali e di congregzione, verso il futuro?

Recentemente trovate come primo articolo della rivista di Testimoni una presentazione di come papa Benedetto XVIsi rapporta alla Vita consacrata nella Chiesa e che cosa chiede ad essa.La disanima perviene a questa conclusione: il papa chiede alla VC di manifestare sempre di piu’ il suo volto cristologico e di essere segno profetico ed escatoligico nella Chiesa. Dunque un richiamo sull’essere non sul fare, sul come siamo testimoni nella Chiesa e per il mondo.

Il richiamo alla santita’ non puo’ essere disgiunto dalla riflessione su gli effetti che la stessa santita’ o almeno il cammino di santita’ produce: il passaggio dal vivere insieme ad essere costruttori di comunione, dall’essere professionisti ad essere apostoli, dall’essere propositori di noi e dei nostri metodi ad essere testimoni ed evangelizzatori della redenzione portata da Gesu’.

Certamente il capitolo dira’ su che piste lavorare per il prossimo sessennio, e certo sara’ un impegno per tutti e per ciascuno. Tuttavia il cammino di santita’ mi sembra essere quel cantus firmus che sorregge tutte le altre… canzoni.

Ci facciamo vicini gli uni agli altri con la preghiera e con l’esempio per non dimenticare quello che conta nella nostra vita.

                                                                                  p. Tullio Locatelli, sup. provinciale

 


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