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Lettera circolare n.62 - 1 luglio 2011


GIUSEPPINI DEL MURIALDO
 
PROVINCIA ITALIANA SANTA FAMIGLIA DI NAZARETH

LETTERA AI CONFRATELLI

Lc 62/11
Roma, 1 luglio 2011

 


Appunti per un "metodo" capitolare


Carissimi confratelli.

La lettura degli Atti degli Apostoli fa conoscere i primi passi della Chiesa, presentandoci le gioie e i problemi che essa affronta, ed anche il metodo con cui dirime le sue questioni fondamentali. Faccio riferimento al testo di Atti degli Apostoli, capitolo 15, versetti 1 e seguenti.

Si tratta della controversia sulla circoncisione. E ‘ un problema fondamentale: occorre affermare che Cristo si è offerto per la salvezza di tutti gli uomini, dando inizio ad un capitolo del tutto nuovo, fondato solo sulla sua morte e risurrezione. La legge antica è stata superata. Il primo punto del dialogo è questo: discutiamo di cose serie, fondamentali, che danno identità.

Dissentivano e discutevano animatamente… sorta una grande discussione: ognuno mette passione nel trattare la questione dal proprio punto di vista. Si tratta di una discussione tra credenti, alcuni dei quali sono ancora legati al passato da cui provengono, mentre altri hanno già visto all’opera lo Spirito di Cristo tra i pagani convertiti. Ognuno parte dalla propria esperienza ed è portato a difenderla; ma è bello sapere che si poteva discutere anche animatamente.

Le conclusioni: sanno affermare con chiarezza come è stata risolta la questione. Un dialogo quindi che non lascia le cose incompiute, dà le risposte che si attendono, ed esse divengono valido punto di riferimento per tutti. Su questa questione non si tornerà più. Ci è parso bene, tutti d’accordo…

Tuttavia nella lettera che è inviata alle varie chiese sono date alcune norme, poche, essenziali, chiare. Insieme alla affermazione fondamentale, oggetto della discussione, esse costituiscono altri tasselli per dei comportamenti e delle scelte comuni ad ogni chiesa particolare; in questo modo esse costituiscono una trama di comunione per la formazione di una chiesa universale, cattolica. E’ parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie.

Alcuni collaboratori sono inviati presso le varie comunità per comunicare quanto deciso. C’ anche un testo scritto, ma esso viene consegnato, letto e presentato in assemblea. Barnaba e Paolo, Giuda e Sila… sono i messaggeri incaricati per far conoscere le decisioni. Mi pare un bel segno di comunione: non solo il testo di una lettera, di un documento che arriva, ma la presenza dei protagonisti che partecipano a tutti la passione condivisa nello scriverlo e l’anima dello scritto stesso.

Quando l’ebbero letta, si rallegrarono per l’incoraggiamento che infondeva… Fossimo anche noi capaci, dopo un capitolo e/o dopo una qualsiasi riunione, di scrivere un testo che porta questo frutto in chi lo riceve. La loro gioia è il primo frutto della decisione maturata nell’assemblea a Gerusalemme e questa gioia li fortifica. Non è poco!

Scrivo queste note come augurio per questa stagione capitolare, alla luce di quanto mi pare ci suggerisca questa pagina degli Atti degli Apostoli. Ci affidiamo ai nostri santi patroni.


d. Tullio Locatelli,
sup. pr.

 



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