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3. Educare alla vita buona del Vangelo (Locatelli)






 



Orientamenti pastorali 2010-2020 della Chiesa Italiana

Qualche pista di riflessione


1 - LA COMUNITA’ TRA SFIDA ED OPPORTUNITA’

1. 1. - Il documento CEI è rivolto alle comunità cristiane. Il contenuto e il senso di tale appello può essere inteso a diversi livelli: educare è un problema di tutti, tutti sono impegnati a rispondervi; rispondere insieme ci aiuta a formare comunità e rendere più valida la risposta.

1. 2. - La comunità cristiana trova nell’educare una sfida cui non può sottrarsi ne va del suo futuro.

1. 3. - Testi:

“Ci rivolgiamo anzitutto alle nostre comunità, cui intendiamo offrire le linee pastorali che emergono dalla scelta dell’educazione come attenzione portante di questo decennio e che si intrecciano con tutto l’agire della Chiesa. Confidiamo in tal modo di offrire una proposta significativa per ogni persona a cui sta a cuore il futuro dell’umanità e delle nuove generazioni” (n. 6).

“La complessità dell’azione educativa sollecita i cristiani ad adoperarsi in ogni modo affinché si realizzi «un’alleanza educativa tra tutti coloro che hanno responsabilità in questo delicato ambito della vita sociale ed ecclesiale». (n. 35).

“Nell’ottica di una decisa scommessa per l’educazione e della ricerca di sinergie e alleanze educative, un’attenzione specifica andrà rivolta ad alcune esperienze peculiari. - La reciprocità tra famiglia, comunità ecclesiale e società. (n.54 c).


2 - EDUCAZIONE ED EVANGELIZZAZIONE: DISCONTINUITA’ E CONTINUITA’

2. 1. - Si parla di un processo di un cammino. La proposta del Vangelo non è posta come un di più, qualcosa che si aggiunge, ma che è già intrinseca la processo di umanizzazione, proprio dell’educare.

2. 2. - E’ una delle idee portanti di questo pontificato: la teologia illumina la antropologia, e non ci può essere se non antropologia teologica; la perdita di Dio ha oscurato nell’uomo lo sguardo su di sè, sul mondo dei valori, e su quanto lo circonda. Oggi è il problema della riscoperta delle radici cristiane dell’Europa.

2. 3. - Testi:

“La Chiesa continua nel tempo la sua opera: la sua storia bimillenaria è un intreccio fecondo di evangelizzazione e di educazione” (Presentazione).

“Le cause di questo disagio sono molteplici – culturali, sociali ed economiche – ma al fondo di tutto si può scorgere la negazione della vocazione trascendente dell’uomo e di quella relazione fondante che dà senso a tutte le altre: «Senza Dio l’uomo non sa dove andare e non riesce nemmeno a comprendere chi egli sia» (n. 9).

“La formazione integrale è resa particolarmente difficile dalla separazione tra le dimensioni costitutive della persona, in special modo la razionalità e l’affettività, la corporeità e la spiritualità. (n. 13).

“La Chiesa è luogo e segno della permanenza di Gesù Cristo nella storia. Anche nel suo compito educativo, come in tutto ciò che essa è e opera, attinge da Cristo e ne diventa discepola, seguendone le orme, grazie al dono dello Spirito Santo”. (n. 20).

“Questo cammino, con le sue esigenze radicali, deve tendere all’incontro con Gesù mediante il riconoscimento della sua identità di Figlio di Dio e Salvatore; l’appartenenza consapevole alla Chiesa; la conoscenza amorevole e orante della Sacra Scrittura; la partecipazione attiva all’Eucaristia; l’accoglienza delle esigenze morali della sequela; l’impegno di fraternità verso tutti gli uomini; la testimonianza della fede sino al dono sincero di sé”. (n. 32).


3 - UNA EDUCAZIONE AI VALORI PER UNA UMANITA’ NUOVA E PIENA

3. 1. - Ci può essere molto accordo su temi di giustizia, di pace mondiale, di solidarietà tra i popoli; più difficile l’accettazione e la condivisione di una etica che tocca la vita dei singoli uomini (specie in alcuni comportamenti, si pensi a tutto il mondo della eugenetica) e delle singoli entità (difesa estrema della propria identità di gruppo, pur ammettendo un desiderio ed un bisogno di pace universale).

3. 3. - In questo contesto ha importanza l’educazione ai valori, che possono essere delle indicazioni fondamentali per una vita buona e evangelica.

3. 3. - Testi:

“Far sì che ogni uomo possa incontrarLo, scoprendo la forza trasformante del suo amore e della sua verità, in una vita nuova caratterizzata da tutto ciò che è bello, buono e vero (…) Gesù il Maestro che non cessa di educare ad una umanità nuova e piena (…) Annunciare Cristo, vero Dio e vero uomo, significa portare a pienezza l’umanità e quindi seminare cultura e civiltà”. (Presentazione).

“Una vera relazione educativa richiede l’armonia e la reciproca fecondazione tra sfera razionale e mondo affettivo, intelligenza e sensibilità, mente, cuore e spirito. La persona viene così orientata verso il senso globale di se stessa e della realtà, nonché verso l’esperienza liberante della continua ricerca della verità, dell’adesione al bene e della contemplazione della bellezza”. (n. 13).

“La nostra azione educativa deve «riproporre a tutti con convinzione questa ‘misura alta’ della vita cristiana ordinaria: tutta la vita della comunità ecclesiale e delle famiglie cristiane deve portare in questa direzione»4. La Chiesa attinge alla sua grande tradizione spirituale, proponendo ai fedeli cammini di santità, con un’adeguata direzione spirituale, necessaria al discernimento della chiamata”. (n. 23).

“Una radice essenziale consiste – mi sembra – in un falso concetto di autonomia dell’uomo”. “L’altra radice dell’emergenza educativa io la vedo nello scetticismo e nel relativismo o, con parole più semplici e chiare, nell’esclusione delle due fonti che orientano il cammino umano”. “Quindi le difficoltà sono grandi: ritrovare le fonti, il linguaggio delle fonti, ma, pur consapevoli del peso di queste difficoltà, non possiamo cedere alla sfiducia e alla rassegnazione. Educare non è mai stato facile, ma non dobbiamo arrenderci: verremmo meno al mandato che il Signore stesso ci ha affidato, chiamandoci a pascere con amore il suo gregge”. (Benedetto XVI alla CEI)


4 - PLURALISMO, GLOBALIZZAZIONE E MISSIONE

4. 1. - C’è forse una preoccupazione nel ripetere che educare è un atto ecclesiale: non lo si vuole ridurre solo ad un beneficio umano, sociale, di grande valore etico; esso è compito della chiesa che sempre evangelizza, annuncia Cristo.

4. 1. - Testi:

“La cultura globale, mentre sembra annullare le distanze, finisce con il polarizzare le differenze, producendo nuove solitudini e nuove forme di esclusione sociale” (n. 10).

“Occorre investire, con l’apporto delle diverse componenti del mondo scolastico, ecclesiale e civile, in una scuola che promuova, anzitutto, una cultura umanistica e sapienziale, abilitando gli studenti ad affrontare le sfide del nostro tempo. In particolare, essa deve abilitare all’ingresso competente nel mondo del lavoro e delle professioni, all’uso sapiente dei nuovi linguaggi, alla cittadinanza e ai valori che la sorreggono: la solidarietà, la gratuità, la legalità e il rispetto delle diversità. Così la scuola mantiene aperto il dialogo con gli altri soggetti educativi – in primo luogo la famiglia – con i quali è chiamata a perseguire obiettivi convergenti. Il carattere pubblico non ne pregiudica l’apertura alla trascendenza e non impone una neutralità rispetto a quei valori morali che sono alla base di ogni autentica formazione della persona e della realizzazione del bene comune”. (n. 46).

“L’impegno educativo sul versante della nuova cultura mediatica dovrà costituire negli anni a venire un ambito privilegiato per la missione della Chiesa”. (n. 51).


5 - CATECHESI ED EDUCAZIONE

5. 1. - E’ una parte importante del discorso visto l’impegno di persone e di mezzi per la catechesi.

5. 2. - Testi:

“La catechesi, primo atto educativo della Chiesa nell’ambito della sua missione evangelizzatrice, accompagna la crescita del cristiano dall’infanzia all’età adulta e ha come sua specifica finalità «non solo di trasmettere i contenuti della fede, ma di educare la ‘mentalità di fede’, di iniziare alla vita ecclesiale, di integrare fede e vita»67. Per questo la catechesi sostiene in modo continuativo la vita dei cristiani e in particolare gli adulti, perché siano educatori e testimoni per le nuove generazioni”. (n. 39).

“Esperienza fondamentale dell’educazione alla vita di fede è l’iniziazione cristiana, che «non è quindi una delle tante attività della comunità cristiana, ma l’attività che qualifica l’esprimersi proprio della Chiesa nel suo essere inviata a generare alla fede e realizzare se stessa come madre». Essa ha gradualmente assunto un’ispirazione catecumenale, che conduce le persone a una progressiva consapevolezza della fede, mediante itinerari differenziati di catechesi e di esperienza di vita cristiana. La celebrazione dei sacramenti dell’iniziazione cristiana, seguita da un’adeguata mistagogia, rappresenta il compimento di questo cammino verso la piena maturità cristiana”. (n. 40)


6 - (RI)-COMINCIARE DAGLI ADULTI

6. 1. - E’ la vera sfida, per tutti: religiosi e laici.

6. 2. -Dentro gli ambiti (riferimenti al convegno ecclesiale di Palermo) e a servizio delle persone (riferimenti al convegno ecclesiale di Verona).

6. 3. -Testi:

“In tal modo si è fatta strada la consapevolezza che è proprio l’educazione la sfida che ci attende nei prossimi anni: «ci è chiesto un investimento educativo capace di rinnovare gli itinerari formativi, per renderli più adatti al tempo presente e significativi per la vita delle persone, con una nuova attenzione per gli adulti» (n. 3).

“A soffrirne di più è la famiglia, primo luogo dell’educazione, lasciata sola a fronteggiare compiti enormi nella formazione della persona, senza un contesto favorevole e adeguati sostegni culturali, sociali ed economici. Lo sforzo grava soprattutto sulle donne, alle quali la cura della vita è affidata in modo del tutto speciale. La famiglia, tuttavia, resta la comunità in cui si colloca la radice più intima e più potente della generazione alla vita, alla fede e all’amore. (n. 12)

“Ogni adulto è chiamato a prendersi cura delle nuove generazioni, e diventa educatore quando ne assume i compiti relativi con la dovuta preparazione e con senso di responsabilità”. (n 29).

“La cura della formazione permanente degli adulti e delle famiglie. Questa scelta qualificante, già presente negli orientamenti pastorali dei decenni passati, merita ulteriore sviluppo, accoglienza e diffusione nelle parrocchie e nelle altre realtà ecclesiali. Un’attenzione particolare andrà riservata alla prima fase dell’età adulta, quando si assumono nuove responsabilità nel campo del lavoro, della famiglia e della società”. (n. 55).


(Tullio Locatelli)


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