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Lettera circolare n.47 - 1 aprile 2010


GIUSEPPINI DEL MURIALDO
 
PROVINCIA ITALIANA SANTA FAMIGLIA DI NAZARETH

LETTERA AI CONFRATELLI

Lc 47/10
Roma, 1 aprile 2010

 

 

Il volto del Signore

Carissimi confratelli.

Mi permetto di offrire qualche riflessione sul tema del volto del Signore. Siamo nella settimana santa, siamo in cammino verso l’incontro a Torino della Famiglia del Murialdo, molti di noi andranno a vedere la Sindone che sarà esposta nel duomo della città di Torino.

Già Giovanni Paolo II nella Nuovo millennio ineunte aveva svolto il tema della contemplazione del volto del Signore e aveva posto come frutto del giubileo del 2.000 e come meta per ogni cammino proprio la contemplazione di tale volto. Giovanni Paolo II, partiva da questa convinzione: «Il tuo volto, Signore, io cerco» (Sal 27[26], 8). L'antico anelito del Salmista non poteva ricevere esaudimento più grande e sorprendente che nella contemplazione del volto di Cristo. In lui veramente Dio ci ha benedetti, e ha fatto «splendere il suo volto» sopra di noi (cfr Sal 67[66], 3). Al tempo stesso, Dio e uomo qual è, egli ci rivela anche il volto autentico dell'uomo, «svela pienamente l'uomo all'uomo».

Quel volto della Sindone, sfigurato dalla passione, è anche il volto di ogni uomo, perché nella passione di Cristo in qualche modo si ritrova il dolore di ogni uomo. Così si è espresso il card. Severino Poletto, arcivescovo di Torino e custode pontificio della Sindone: Il tema della esposizione della Sindone è «Passio Christi, passio hominis»: si intende in questo modo sottolineare il forte collegamento esistente tra l’immagine sindonica, impressionante testimonianza della Passione del Signore, e le molteplici sofferenze degli uomini e delle donne di oggi, perché trovino nella Sindone un sicuro riferimento di fede che rinvia alla misericordia di Dio e al servizio verso i fratelli. Un richiamo che diventa tanto più significativo nella difficile situazione di crisi occupazionale ed economica che colpisce particolarmente il territorio torinese.

La liturgia della settimana santa ci aiuta ancora di più a cogliere nel volto del Signore i segni della passione dell’umanità sofferente. Tuttavia quel volto ha una particolare bellezza che non viene meno e rimane fonte di fiducia e di speranza. Scrive un vescovo: "Colui che è la Bellezza si è lasciato colpire in volto, sputare addosso, incoronare di spine. La Sacra Sindone può farci immaginare tutto questo in maniera toccante. Ma proprio in questo Volto così sfigurato appare l'autentica, estrema bellezza: la bellezza dell'amore che arriva "sino alla fine" e che, appunto in questo, si rivela più forte della menzogna e della violenza. Guardare e meditare il mistero del volto dell'Uomo della Sindone è una via privilegiata che conduce alla pace. Questa, infatti, incomincia da uno sguardo rispettoso, che riconosce nel volto dell'altro una persona, un fratello in umanità, non un mezzo ma un fine, un altro me stesso. Quello della Sindone è soprattutto il volto della speranza cristiana che insegna a vedere la Risurrezione dove è la Morte. Questa esposizione sarà un'occasione quanto mai propizia per contemplare quel misterioso Volto che, silenziosamente, parla al cuore degli uomini, invitandoli a riconoscervi il volto di Dio".

Mi pare che possa essere un buon augurio di Pasqua ed anche un invito: diamoci del tempo per contemplare il Volto del Signore, per cogliere nel suo Volto la fonte e l’origine del nostro sapere incontrare e servire il volto di ogni uomo, specie se di un giovane povero.


d. Tullio Locatelli,
sup. pr.

 



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