28 Gennaio Un commento al Vangelo di oggi Il Vangelo di Marco continua a presentarci Gesù che cammina per le vie degli uomini. C'è in lui l'urgenza di comunicare il Vangelo a tutti. Per questo non si ferma in luoghi magari più sicuri e certi. Dice ai discepoli: «Passiamo all'altra riva». Vuole aprire il cuore anche a loro perché fin dall'inizio non siano prigionieri della pigrizia. I discepoli obbediscono e vanno con la barca verso il largo, prendendo con sé anche Gesù. Durante la traversata, come spesso accade in quel lago, si scatena la tempesta. È facile leggere in questa notazione dell'evangelista le tante tempeste della vita, quelle vere che riguardano le tragedie dell'esistenza, non certo le nostre piccole agitazioni psicologiche che egoisticamente sentiamo come tempeste. L'evangelista ci suggerisce di non esagerare con le nostre tempeste e di fermare la nostra attenzione su quelle vere. E allora nel grido degli apostoli sentiamo l'eco di quello dei popoli straziati dalla guerra e dall'ingiustizia, o di tanti uomini e donne la cui esistenza è travolta dalle onde avverse del male. È un grido che le comunità cristiane debbono raccogliere, fare proprio e trasformare in preghiera al Signore perché, come quella volta, si alzi, sgridi i venti e dica al mare: «Taci! Calmati!». E gli uomini e le donne colpiti duramente dal male possano giungere all'altra riva, quella della pace. (VP365)
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